Sono stato bravo o solo fortunato?
Aggiornamento: 4 ago
Nel mondo degli investimenti, una delle domande più difficili da rispondere è: sono stato bravo o solo fortunato?
Se faccio un ottimo investimento e guadagno un sacco di soldi, è merito della mia abilità o di circostanze fortunate che non potrò mai replicare? Se invece perdo, è colpa mia o di eventi imprevedibili?
La verità è che la fortuna gioca un ruolo enorme nei mercati finanziari, molto più di quanto ci piaccia ammettere. Il problema è che riconoscerlo è scomodo. Se dico che il successo di qualcuno è dovuto alla fortuna, rischio di sembrare invidioso. Se ammetto che il mio successo è stato favorito dalla fortuna, mi sento sminuito.
Un modo migliore per affrontare questa questione è chiedersi: ciò che è successo è ripetibile?
Siamo portati a celebrare solo i vincitori, a studiare i loro percorsi e a cercare di imitarli, ma raramente ci soffermiamo su chi ha fallito. Il mondo ammira gli imprenditori di successo come Elon Musk, Steve Jobs o Mark Zuckerberg, analizzando le loro strategie e attribuendo i loro traguardi a talento e visione straordinaria. Ma nessuno racconta le storie delle migliaia di start-up che sono crollate senza lasciare traccia, di chi ha lavorato con lo stesso impegno, aveva idee brillanti e grande determinazione, ma è stato sconfitto da variabili imprevedibili.

Nassim Taleb lo sottolinea nel suo best seller "il cigno nero": se entri in un cimitero di imprenditori, vedrai solo le tombe di quelli che hanno fallito, mentre il mondo celebra i pochi sopravvissuti. È il classico survivorship bias, il pregiudizio che ci porta a ignorare tutto ciò che non è arrivato fino a noi. Guardiamo chi ce l’ha fatta e crediamo che il successo sia ripetibile, dimenticandoci che per ogni azienda che è diventata un gigante, ce ne sono migliaia che hanno seguito lo stesso percorso, ma sono svanite nel nulla. Per ogni Facebook ci sono centinaia di social network morti prima di decollare. Per ogni Tesla, decine di aziende automobilistiche innovative che non hanno superato i primi anni. Per ogni investitore che ha fatto fortuna con una strategia, ce ne sono tanti altri che hanno perso tutto cercando di fare lo stesso.

Il problema è che il fallimento è silenzioso. I libri, i documentari, gli articoli raccontano le storie di chi è arrivato in cima, non di chi è stato travolto lungo la strada.
Prendiamo il caso di Jeff Bezos e Amazon. Era fortunato? Sì, ma non nel senso di un vincitore della lotteria. Aveva competenze, visione e ambizione straordinarie. Tuttavia, il successo di Amazon è stato anche influenzato da eventi irripetibili: la crescita di Internet, la mancanza di concorrenza adeguata, le condizioni di mercato, i regolamenti dell’epoca.
Se oggi Bezos dovesse ripartire da zero, riuscirebbe di nuovo a costruire un'azienda da trilioni di dollari? Probabilmente no, perché molti dei fattori che hanno contribuito al successo di Amazon non possono essere replicati.
Lo stesso vale per gli investimenti. Guardare al passato e cercare di ripetere esattamente ciò che ha funzionato prima è pericoloso. Il contesto cambia continuamente e ciò che ha funzionato ieri potrebbe non funzionare domani.

Nel libro Giocati dal Caso, Nassim Nicholas Taleb spiega come tendiamo a sottovalutare il ruolo della casualità nei successi (e fallimenti) finanziari. L’essere umano ha un bisogno istintivo di trovare spiegazioni causali a tutto, anche quando il vero motore è il caso.
Pensiamo a chi ha ottenuto rendimenti spettacolari investendo in Bitcoin nel 2011 o in Tesla nel 2018. Erano davvero visionari o semplicemente fortunati? E soprattutto: sarebbero in grado di farlo di nuovo?
Taleb usa spesso l'esempio del tacchino:
Ogni giorno che passa, il tacchino si convince sempre più di vivere una vita sicura e senza minacce.
Poi arriva il Giorno del Ringraziamento.
Allo stesso modo, molti investitori scambiano una serie di successi temporanei per abilità, ignorando il rischio latente che un evento improvviso possa distruggere tutto.

Quello che possiamo apprendere da tutto questo è che viviamo in un mondo profondamente incerto, dominato da eventi che non possono essere previsti e che spesso cambiano le nostre vite più di quanto possiamo immaginare. In un contesto simile, le nostre energie non devono essere spese a inseguire previsioni illusorie o schemi che pretendono di anticipare ciò che per natura è imprevedibile. La realtà è che la fortuna non si può eliminare, e non possiamo sperare di controllare ogni colpo di scena che il futuro ci riserva. Possiamo però imparare a gestirla nel modo giusto, mettendo in atto strategie che ci permettano di trarre vantaggio dalle circostanze favorevoli e di proteggerci dai colpi avversi:
Investi in strategie ripetibili. La diversificazione, il lungo termine e il dollar cost averaging sono metodi che hanno funzionato in passato e continueranno a funzionare perché si basano su principi matematici e psicologici, non su eventi unici.
Evita le scommesse su singoli titoli. Anche se pensi di aver individuato il prossimo Amazon, le probabilità sono contro di te.
Accetta che la fortuna è inevitabile. Invece di cercare di controllare l'imprevedibile, costruisci un portafoglio che possa prosperare in vari scenari.
Sii scettico sulle storie di successo. La narrativa spesso semplifica e distorce la realtà. Per ogni investitore diventato milionario con una strategia particolare, ce ne sono migliaia che hanno perso tutto nello stesso modo.
Warren Buffett una volta disse a Jeff Bezos:
“Perché nessuno vuole diventare ricco lentamente?”
Eppure, la via più sicura per la ricchezza è proprio quella: investire in modo costante, evitando scommesse speculative, e lasciando che il tempo faccia il suo lavoro.
Non si tratta di eliminare la fortuna, ma di non basare il proprio successo su qualcosa che non possiamo controllare.




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