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Goal Based Investing: cosa significa investire per obiettivi

Samuele Finocchi
15 giu
Tempo di lettura: 4 min

Quando si parla di investimenti, troppo spesso ci si concentra esclusivamente sui numeri: rendimenti, percentuali, grafici e performance di mercato. Ma cosa succederebbe se ribaltassimo completamente questa prospettiva?

Immagina di essere seduto davanti a un consulente finanziario che, invece di mostrarti indici e tabelle incomprensibili, ti guardasse negli occhi e ti chiedesse semplicemente: “Quali sono i tuoi sogni? Cosa vuoi realizzare nei prossimi anni?”.

Questo approccio esiste, e nel mondo anglosassone lo chiamano Goal Based Investing (investire per obiettivi). Ma la verità è che non è stato inventato nulla di nuovo. Questa metodologia è la stessa identica che utilizzavano i nostri nonni. Ti ricordi i vasetti di vetro sopra la credenza in cucina? Quelli con le etichette scritte a penna, un po' sbiadite: "per la casa", "per gli studi dei ragazzi", "per le emergenze". Dentro ci finivano i risparmi, protetti da una direzione precisa.

Oggi abbiamo a disposizione strumenti molto più sicuri e redditizi di un vasetto di vetro, eppure rischiamo di perdere di vista la cosa più importante: il senso umano del nostro risparmio.



Frontiera efficiente - Goal Based Investing Italia



La contabilità mentale: un pregio, non un difetto


La storia della finanza moderna è stata dominata per decenni da teorie accademiche matematicamente eleganti, come quella del premio Nobel Harry Markowitz del 1952. L'idea era che un computer potesse calcolare il portafoglio "perfetto" bilanciando rischio e rendimento.

Tuttavia, quando le formule incontrano la vita reale, qualcosa non quadra. Gli esseri umani non sono robot. Siamo guidati da emozioni, paure, speranze e sogni. Abbiamo la tendenza naturale a “etichettare” mentalmente il nostro denaro. Per anni, i professori

hanno considerato questa nostra abitudine un difetto del cervello da correggere.

L’investimento per obiettivi ribalta questo paradigma. Riconosce che dare un nome ai soldi non è un errore, ma una caratteristica straordinaria da sfruttare. Invece di combattere la nostra natura, la abbraccia e la trasforma in una strategia di protezione potente ed efficace.


La psicologia dietro la strategia


Pensa alla differenza che passa tra il dirti “devo risparmiare 50.000 euro” e il dirti “sto mettendo da parte i fondi per l’università di mia figlia tra dieci anni”.

Il primo obiettivo è astratto, numerico, freddo. Il secondo è concreto, emotivo, motivante. Questa differenza è la vera chiave del successo. Quando i tuoi risparmi hanno un volto, la disciplina diventa naturale. È molto più facile rinunciare a una spesa superflua oggi se sai che quel gesto ti avvicina al sogno di una vita. Dopotutto, non pianificare significa pianificare di fallire.

Ma c'è un beneficio ancora più grande: la gestione della paura. Quando i mercati scendono e i telegiornali parlano di crisi, è normale farsi prendere dal panico. Ma se sai che quel vasetto specifico è destinato alla tua pensione tra vent'anni, riesci a mantenere la calma. La fluttuazione del momento diventa solo rumore di fondo, perché sai che il tempo è dalla tua parte e la meta non è cambiata.


Mappare i sogni e dare le giuste priorità


Un interessante studio condotto da Morningstar ha svelato che siamo pigri nel definire i nostri desideri. Gli esperti hanno chiesto a un gruppo di risparmiatori di elencare le loro tre priorità finanziarie. Subito dopo, hanno mostrato loro una lista completa di bisogni reali della vita. Il risultato fa riflettere: il 73% delle persone ha cambiato i propri obiettivi prioritari dopo aver letto la lista.

Operativamente, il viaggio inizia quindi con quella che mi piace chiamare "la mappatura dei sogni". È un processo in cui si mette da parte la borsa e si fa spazio ai progetti: comprare casa, fare un anno sabbatico a cinquant'anni, garantire ai figli la migliore educazione, o tutelare la propria vecchiaia con la previdenza complementare.

Una volta messi su carta, gli obiettivi vanno divisi per importanza:

  1. I bisogni essenziali: La sicurezza della famiglia, il fondo per le emergenze. Questi vasetti richiedono strategie prudenti, perché il loro raggiungimento non può essere messo a rischio.

  2. I desideri ambiziosi: La seconda casa, i viaggi di lusso. Questi progetti possono permettersi approcci più dinamici sui mercati, perché un loro eventuale ritardo non comprometterebbe la tua stabilità finanziaria.





Il senso del percorso


Pensa a quando ti metti in viaggio in auto verso una meta che desideri raggiungere. Non passi tutto il tempo a fissare il tachimetro o a guardare ossessivamente la strada dietro di te. Guardi avanti, perché hai in mente una direzione chiara: sai da dove parti e sai dove vuoi arrivare.

Durante il viaggio, la realtà intorno a te può cambiare. Puoi trovare un tratto di autostrada dritto e col sole in fronte che ti fa avanzare spedito, oppure un temporale improvviso, un cantiere, una deviazione o un blocco del traffico che non avevi previsto. Ma se la meta è chiara nella tua testa, non fai inversione di marcia alla prima nuvola: stringi il volante, accendi i fari, ti adatti alle condizioni della strada e continui a guidare.

Nel mondo degli investimenti funziona esattamente allo stesso modo. Non possiamo controllare il meteo dei mercati finanziari, ma possiamo decidere di non farci trovare impreparati. Dare un nome ai propri risparmi e metterli nei vasetti giusti è l'unico modo per smettere di guardare cosa fanno gli altri e iniziare, finalmente, a proteggere la propria felicità e il proprio futuro.


Buon investimento.

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